
In una casa tradizionale, il pavimento del piano terra appoggia direttamente sul terreno. In una casa CasaClima, tra il pavimento e il terreno ci sono 20 centimetri di isolante. La differenza la senti ogni giorno, d’inverno e d’estate.

Immaginate una casa come una scatola. Se isolate le pareti e il tetto ma lasciate il pavimento a contatto con il terreno, il calore scende. In inverno il suolo è freddo e assorbe energia dalla casa. In estate è meno grave, ma il comfort del pavimento ne risente comunque.
In un edificio che punta all’efficienza energetica, l’involucro deve essere continuo: pareti, tetto e fondazioni. Nessun punto debole, nessuna interruzione. L’XPS sotto la platea chiude la scatola dal basso.

Il processo è lineare ma richiede precisione. Sul letto di ghiaia compattata abbiamo posato due strati di pannelli XPS da 10 centimetri ciascuno, sfalsati tra loro per eliminare i ponti termici tra le giunzioni. Sopra, un telo impermeabile. Poi l’armatura e il getto della platea.
Quei pannelli rosa che vedete nelle foto coprono l’intera superficie della casa: 359 mq di isolamento continuo. Quando il calcestruzzo sarà gettato, non si vedranno più. Ma la differenza tra un pavimento a 20 gradi e uno a 16 la sentirete ogni mattina, a piedi scalzi.
L’XPS (polistirene estruso) è un isolante a cellule chiuse, resistente all’umidità e alla compressione. È il materiale ideale per l’isolamento sotto le fondazioni perché non assorbe acqua e sopporta il peso della platea senza deformarsi.
Nel prossimo aggiornamento vedremo la platea: l’armatura, i tirafondi per la struttura in acciaio e il getto. Il momento in cui la casa smette di essere un progetto e diventa cemento.