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Il camino: portare il fuoco in una casa a tenuta d’aria 

Tempo lettura: 6 min
Camino prefabbricato in calcestruzzo alleggerito tra travi in legno lamellare e trave in acciaio, cantiere Acciaio, legno e aria a Chies d’Alpago.
Il camino sale tra le travi in lamellare e la struttura in acciaio.

Nell’ultimo aggiornamento l’avevamo promesso: la storia del camino merita un capitolo tutto suo. Eccolo. In questa casa convivono tre cose che sembrano incompatibili: una struttura in legno, un involucro a tenuta d’aria e un caminetto a legna. Oggi raccontiamo come le abbiamo messe d’accordo.

Un camino che non ha senso economico 

Prima del come, il perché, detto con franchezza: in una casa così, un camino a legna non ha senso economico. È un’impiantistica complessa per una necessità che manca: al riscaldamento pensa la geotermia, e questa casa consumerà pochissima energia. Tra sistema camino, predisposizioni e dettagli di posa, il crepitio del fuoco costa quanto dieci anni di energia per questa casa. Nessun calcolo lo giustifica. 

Ma una casa non è solo un calcolo. Chi la abiterà ha voluto il camino sapendo tutto questo: non per scaldare, ma per il piacere della fiamma. E sarà l’unico fuoco di una casa tutta elettrica. Decidere spetta a chi la casa la vive; a noi spetta dire le cose come stanno prima, e poi fare bene quello che si è deciso. Quello che segue racconta cosa significa farlo bene. 

Tre problemi da risolvere prima di accendere il fuoco 

Il fuoco scalda, e il suo camino attraversa un tetto fatto di legno e isolante. Il fuoco consuma aria, e questa casa è costruita perché l’aria entri ed esca solo dove è previsto. I fumi devono uscire dalla copertura senza creare un punto debole nei 32 centimetri di lana di roccia che abbiamo appena posato. 

Tre problemi con una caratteristica comune: nessuno si risolve in cantiere. Si risolvono sulla carta, mesi prima. 

Distanza zero dal legno 

Guardate le foto: il camino tocca le travi in lamellare. Non c’è nessuna schermatura aggiunta e nessuna distanza da rispettare. È possibile perché non si tratta di una semplice canna fumaria, ma di un sistema camino composto da tre gusci: il condotto interno in refrattario ceramico, dove passano i fumi; l’isolamento in fibra ad alta densità, già inserito in fabbrica; la camicia esterna in calcestruzzo alleggerito. 

Il principio è proprio questo: distanza zero dai materiali combustibili. I tre gusci lavorano insieme perché il calore dei fumi non raggiunga mai la superficie esterna con temperature pericolose per il legno. In una casa con struttura e copertura in legno, questa certificazione libera il progetto: il camino passa dove serve alla casa, non dove lo costringerebbero le distanze di sicurezza. 

 Camino in calcestruzzo alleggerito a contatto diretto con le travi del tetto in legno lamellare, accanto alla trave in acciaio.
Il punto in cui il camino attraversa il tetto: la camicia esterna tocca il lamellare.

Il tubo arancione: l’aria per il fuoco

C’è un dettaglio, in una delle foto, che racconta il metodo più di ogni altro: un cerchio arancione a filo del pavimento, accanto alla base del camino. È la bocca del tubo che porterà l’aria al caminetto. 

Una casa a tenuta d’aria non può cedere al fuoco l’aria delle stanze. Per questo il caminetto sarà un inserto chiuso: la fiamma sta dietro un vetro e l’aria di combustione arriva direttamente dall’esterno, attraverso un condotto dedicato. Quel condotto non si può aggiungere a casa finita: l’abbiamo inserito prima del getto della platea, quando della casa esisteva solo il disegno. Il fuoco che scalderà il soggiorno è stato deciso prima delle fondazioni. 

Base del camino con apertura tonda per il raccordo e bocca arancione del condotto dell’aria comburente a filo del massetto.
L’innesto per il raccordo fumi e, a pavimento, la bocca del condotto dell’aria comburente predisposto prima del getto della platea.

Il passaggio in copertura 

Le foto dal tetto mostrano l’ultimo atto. La testa del camino attraversa il pacchetto che abbiamo raccontato negli ultimi due aggiornamenti, e ogni strato deve ritrovare la propria continuità attorno alla sua camicia: l’isolamento si raccorda al corpo del camino, le membrane vengono sigillate, il collare protegge il punto in cui la copertura viene attraversata.

La testa del camino emerge tra i pannelli di lana di roccia: il blocco bianco è l’elemento di passaggio che interrompe il ponte termico.

C’è anche un problema che non si vede: la camicia in calcestruzzo, attraversando l’isolamento, diventerebbe un ponte termico, una via da cui il calore della casa salirebbe verso l’esterno. Per questo il tratto in copertura non è un blocco come gli altri: è un elemento di passaggio dedicato, che separa termicamente la colonna e chiude quella via proprio dove il camino attraversa l’isolante. Lo riconoscete nelle foto dal tetto: è il blocco bianco. 

Il punto dove qualcosa attraversa il tetto è il punto dove un tetto può fallire. Per questo non è un foro: è un dettaglio progettato. 

Copertura in costruzione con pannelli di lana di roccia e testa del camino, sullo sfondo il paesaggio della valle bellunese.
Il camino in copertura, tra isolamento e membrane, con la valle sullo sfondo.

Il prossimo passo 

Ora la copertura aspetta il manto in lamiera, preceduto dall’ultima membrana protettiva. Ne parleremo nel prossimo aggiornamento. 

Camino prefabbricato a tutta altezza in un cantiere con struttura in acciaio e tetto in legno lamellare.
Dove lo scarico del generatore incontra la canna principale.

Non si sceglie un caminetto per poi fargli posto: si progettano la casa e il fuoco insieme. 

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