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Un bosco d’acciaio dentro la casa

Tempo lettura: 3 min
Interno di cantiere con struttura di pareti in profili d’acciaio zincato e tetto in legno a vista.
Il bosco d’acciaio: i montanti delle pareti interne attraversano la casa, sotto la struttura in legno del tetto.

Quando il tetto si è chiuso, la casa di Chies d’Alpago ha smesso di essere un cantiere aperto al cielo ed è diventata un volume protetto. Da quel momento il lavoro è entrato dentro. Chi varca la porta oggi non trova stanze: trova un bosco di profili d’acciaio, centinaia di montanti verticali che si rincorrono da un capo all’altro della casa, sotto le travi di legno del tetto. Le pareti ci sono già tutte, solo che per ora si può guardare attraverso.

Si parte da un disegno

Appeso a una parete del cantiere c’è un foglio che in questi giorni viene consultato più spesso del telefono: il disegno di dettaglio. Ogni parete divisoria che vedrete nelle prossime puntate nasce lì, con le sue misure, i suoi spessori, la posizione di ogni porta. In cantiere il disegno non è una formalità da ufficio: è l’accordo scritto tra chi ha progettato e chi monta, e resta appeso finché l’ultima parete non gli somiglia.

Disegno tecnico di dettaglio appeso a una parete di cantiere, con la struttura dei cartongessi sullo sfondo.
Il disegno di dettaglio appeso in cantiere: ogni parete nasce da qui.

La casa disegnata per terra

Prima di alzare un solo profilo, la pianta della casa è stata ridisegnata sul massetto, in scala uno a uno: linee rosse battute a filo, che dicono dove ogni parete comincia e dove finisce. Il tracciamento è il momento in cui il progetto tocca per la prima volta il pavimento, e ogni stanza si può già percorrere a piedi seguendo le righe, come su una mappa grande quanto la casa.

Linee rosse di tracciamento sul massetto di un cantiere, con un pilastro in acciaio e uno in legno.
Il tracciamento: la pianta della casa battuta in rosso sul massetto, in scala uno a uno.

L’acciaio, stavolta, è quello sottile

Il titolo di questo diario l’acciaio ce l’ha dentro dal primo giorno, ma quello della struttura portante è fatto di travi e pilastri. Questo è un acciaio diverso: profili sottili e leggeri, guide a pavimento e a soffitto, montanti in piedi uno accanto all’altro. Tra un montante e l’altro resta uno spazio che vuoto non rimarrà: è l’intercapedine dove passeranno gli impianti, senza toccare gli strati che tengono la casa ermetica, quei teli bianchi che si vedono dietro i profili in quasi tutte le foto. È lo stesso involucro che avete visto sotto prova nella scorsa puntata: adesso si tratta di non bucarlo.

Fasci di profili in acciaio zincato accatastati sul pavimento di un cantiere.
I profili arrivati in cantiere: guide e montanti pronti per il montaggio.

Tra i montanti compaiono le X dei controventi strutturali: tengono la spinta orizzontale del vento. In caso di terremoto, sono loro i principali protagonisti.

Controventatura a X in acciaio tra i montanti di una parete in costruzione
I controventi a X: struttura che tiene la spinta orizzontale del vento e, in caso di terremoto, lavora da protagonista.

C’è poi un dettaglio che tra un mese nessuno potrà più vedere, e che vale la pena mostrare adesso: dove le pareti incontrano il tetto inclinato, ogni profilo è tagliato per seguire la pendenza della falda, uno per uno. È il tipo di precisione che non si nota mai quando c’è, e si nota sempre quando manca.

Profili in acciaio delle pareti tagliati a seguire l’inclinazione del tetto in legno.
Ogni profilo è tagliato per seguire la pendenza della falda: la precisione che tra un mese nessuno vedrà più.

Le domande della settimana

In cantiere le decisioni non si prendono a memoria. Su un foglio appuntato a matita, sotto il titolo “chiedere”, questa settimana c’erano le conferme da chiudere prima delle lastre: la misura di un corridoio, le altezze delle pareti in una zona della casa, il funzionamento di una porta scorrevole. Sono domande piccole solo in apparenza: ognuna va risolta adesso, perché tra pochi giorni le pareti si chiudono e ciò che oggi è una riga a matita diventa definitivo.

Foglio di appunti manoscritti di cantiere con un elenco di verifiche, sopra un cutter.
Le domande della settimana, scritte a matita: da chiudere prima che si chiudano le pareti.

Da lunedì, infatti, arrivano le lastre. Il bosco d’acciaio sparirà dentro le pareti, una campata alla volta, e le stanze trasparenti diventeranno stanze vere. Nella prossima puntata vi raccontiamo come.

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