
L’annuncio dice un numero, e quel numero sembra un affare. La casa costa meno delle altre, e il resto «si farà con calma». Poi la calma finisce e i conti arrivano tutti insieme. Chi vuole comprare casa da ristrutturare parte quasi sempre da lì, dal prezzo, e il prezzo è una parte sola del conto. Il costo vero di una casa da ristrutturare sta in tre colonne: il prezzo, le carte, i lavori. L’annuncio scrive solo la prima. Le altre due esistono lo stesso, e conviene che le scriva tu, prima di fare l’offerta. La somma delle tre colonne ha un nome, ed è il numero da conoscere prima di firmare qualsiasi cosa. Noi lo chiamiamo il numero intero.
È la colonna che conosci già, e che da sola racconta una storia incompleta. Attorno al prezzo vivono le imposte, il notaio, l’eventuale compenso dell’agenzia e le spese del mutuo. Cambiano da caso a caso, sono il mestiere del notaio e del commercialista, e in quelle voci noi non entriamo. Sul foglio però vanno scritte anche loro, nella stessa colonna del prezzo, perché arrivano quasi tutte al rogito.
È la colonna che quasi nessuno scrive, e quella che più spesso trasforma un affare in un problema. Se la casa ha qualcosa da mettere in regola, un poggiolo chiuso, una stanza mai dichiarata, una pratica rimasta a metà, sistemare le carte ha un costo: il lavoro del tecnico, le pratiche, quello che spetta al Comune, a volte piccoli interventi sui muri perché la casa torni a corrispondere ai documenti. Questa colonna ha una proprietà importante: si può leggere prima dell’offerta, confrontando la casa con le carte che il proprietario ha già o può procurarsi. Vuota o piena che sia, merita una risposta scritta prima della firma.
I lavori che hai in mente sono solo l’inizio di questa colonna. Dentro ci sono l’impresa e i materiali, e poi le spese tecniche, cioè il progetto, la direzione dei lavori, le pratiche edilizie e la sicurezza in cantiere. Ci sta anche il fondo per gli imprevisti, il margine per quello che i muri nascondono, perché nessun sopralluogo può promettere di vederlo tutto. La terza colonna non si riempie con un’impressione, si riempie con un sopralluogo e con una stima di chi lo fa di mestiere, sui numeri dei cantieri veri del Bellunese. I calcolatori online danno medie nazionali, e una media nazionale non ha mai ristrutturato una casa a Belluno.
Somma le tre colonne e hai il numero intero: il prezzo con le spese che lo accompagnano, le carte, i lavori con le spese tecniche e il fondo per gli imprevisti. È il numero che l’annuncio non scrive e che il calcolatore non conosce, ed è quello con cui farai i conti tu, con o senza mutuo. È un intervallo, con le sue ipotesi scritte accanto, e vale per la casa che hai davanti e per quello che vuoi farne. Le detrazioni fiscali, quando ci sono, alleggeriscono la colonna dei lavori negli anni successivi, e la verifica puntuale spetta al tuo fiscalista. Il giorno del bonifico, però, il numero è intero.
Adesso il meccanismo si vede da solo. Quando la prima colonna è sorprendentemente corta, spesso è perché le altre due sono lunghe. Non c’è nessuna malizia in questo. Il mercato, semplicemente, sconta quello che sa. Una casa con le carte a posto e gli impianti giovani costa di più perché ti consegna colonne vuote. Per questo due case si confrontano sui due numeri interi, e i due prezzi da soli dicono poco.
Il gesto concreto: prima di fare l’offerta, prendi un foglio e scrivi le tre colonne. La prima la sai. La seconda e la terza non devi inventarle. Si riempiono con un sopralluogo e con il confronto tra la casa e i suoi documenti, ed escono scritte, con numeri che si possono discutere. Sotto le tre colonne scrivi la somma, ed è il numero intero. A quel punto l’offerta smette di essere una speranza e diventa un calcolo, e si tratta meglio, da tutte e due le parti del tavolo.