
Un fabbricato degradato nel borgo di Villa di Pria, tempi stretti per il Superbonus, una famiglia con la passione per il legno. Oggi è una taverna accogliente dove ogni dettaglio racconta chi la abita.
Nel borgo di Villa di Pria, a Santa Giustina, c’era un vecchio fabbricato rurale che Dimitri aveva acquistato insieme alla casa dove vive con la famiglia. Una pertinenza in condizioni precarie: pilastri in mattoni pieni consumati dal tempo, tamponature in legno marcescenti, copertura che lasciava passare l’acqua e il freddo. Un edificio che raccontava la storia del paese, ma che ormai era diventato un problema più che una risorsa.
Dimitri però vedeva qualcosa di diverso. Lui e suo padre condividono una passione: lavorare il legno. E in quello spazio abbandonato, nel cuore del borgo, immaginavano qualcosa di nuovo. Non un deposito da sistemare alla meglio, ma un luogo dove ritrovarsi, dove passare le serate con gli amici, dove il legno — lavorato con le proprie mani — potesse diventare protagonista.
I tempi erano stretti. Per accedere al Superbonus 110% serviva rispettare scadenze precise, e l’edificio richiedeva un intervento radicale. La struttura esistente non garantiva più sicurezza: serviva sostituirla completamente, mantenendo però l’anima del luogo e il rispetto per il contesto del borgo.
La sfida tecnica principale era la riqualificazione sismica. Partivamo da un fabbricato con pilastri in mattoni e tamponature precarie, dovevamo arrivare a un edificio sicuro, efficiente, confortevole. Il tutto in un lotto inserito in una corte condivisa con altre abitazioni, dove ogni scelta doveva dialogare con il paesaggio del paese.
C’era anche un’altra sfida, meno tecnica ma altrettanto importante: creare uno spazio che non fosse solo “a norma”, ma che raccontasse chi lo abita. Un luogo dove la passione di Dimitri e di suo padre per la lavorazione del legno potesse esprimersi in ogni dettaglio.
Un intervento completo che ha coinvolto tutto il nostro team.
Struttura. Sostituzione completa della struttura esistente con pannelli X-Lam. Una struttura in legno massiccio che garantisce sicurezza sismica, isolamento termico e velocità di cantiere — fondamentale per rispettare i tempi del Superbonus.
Involucro. Pareti ventilate rivestite in tavole di larice, copertura a doppia falda con travi a vista e manto in lamiera aggraffata. Dall’esterno, l’edificio dialoga con il borgo; dentro, c’è una struttura moderna e performante.
Impiantistica. Fotovoltaico integrato in copertura con sistema di accumulo. Impianto termico alimentato da una pompa di calore aria-acqua, riscaldamento a pavimento radiante, raffrescamento mediante split. Un edificio che produce l’energia che consuma.
Interni. Qui entra in gioco la mano di Dimitri e di suo padre. Il rivestimento interno in tavole di legno, il portabottiglie a parete, i dettagli decorativi, la scala che porta al piano superiore: tutto realizzato da loro, con la cura di chi ama il materiale che lavora. Noi abbiamo progettato gli spazi e coordinato il cantiere; loro hanno dato l’anima al risultato.
Da un accessorio in rovina a una taverna in legno accogliente. Uno spazio dove il calore non è solo quello dell’impianto radiante, ma quello delle serate passate insieme, degli oggetti fatti a mano, del legno che profuma.
E il giardino? Anche quello si è trasformato. Dove prima c’era un’area degradata, oggi c’è un piccolo gioiello verde che si affaccia sulle montagne. Un luogo che non ti aspetti, nascosto nel cuore di un borgo bellunese.