
Un terreno vincolato, il desiderio di una casa contemporanea, lo scetticismo di chi diceva ‘non te lo approveranno mai’. Oggi Casa Bogo è la prova che design moderno e paesaggio alpino possono convivere.
Loris cercava un terreno vicino alla sua attività, a Belluno. Voleva costruire una casa che rispecchiasse la sua visione: contemporanea, efficiente, con grandi spazi aperti verso il paesaggio. Ha cercato a lungo, finché non ha trovato il lotto giusto in Via Fiammoi. Un terreno in pendenza, con vista sulle montagne, che permetteva le volumetrie desiderate.
C’era solo un dettaglio: l’area era sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Un vincolo che, nell’immaginario comune, significa rinunciare a qualsiasi linguaggio architettonico contemporaneo.
Loris non era d’accordo. E nemmeno noi.
Progettare una casa dal design decisamente moderno con linee orizzontali, copertura piana, grandi vetrate, parete ventilata con pannelli in cemento, in un’area vincolata dove le nuove costruzioni devono dialogare con il contesto esistente.
La sfida non era solo estetica. Le grandi vetrate verso sud richiedevano una struttura capace di coprire luci importanti senza pilastri intermedi. Le prestazioni energetiche dovevano essere eccellenti, con un involucro altamente isolato e completamente traspirante. E tutto questo doveva integrarsi con il terreno in forte pendenza, sfruttando il dislivello per creare un piano seminterrato funzionale.
C’era anche una sfida nascosta, tutta nostra: dimostrare che un linguaggio contemporaneo può inserirsi con rispetto in un paesaggio alpino tradizionale. Avevamo studiato gli esempi del Vorarlberg austriaco, dove architettura moderna e montagna convivono da decenni. Volevamo portare quella lezione a Belluno.
Un progetto che ha messo alla prova tutte le nostre competenze e che ha cambiato il nostro modo di lavorare.
Struttura. Per ottenere gli spazi aperti e le grandi vetrate desiderate, abbiamo progettato una struttura ibrida: telaio portante in acciaio con tamponamento in pareti prefabbricate in legno. L’acciaio garantisce le luci necessarie; il legno garantisce isolamento, traspirabilità, velocità di montaggio.
Involucro. Parete ventilata con pannelli esterni in cemento, in due tonalità di grigio che dialogano con il paesaggio circostante. Sotto i pannelli, un importante spessore di isolante e una camera di ventilazione che aumenta la resistenza termica e permette la completa traspirabilità della parete. Un sistema completamente a secco, smontabile e riciclabile.
Impiantistica. Fotovoltaico, pompa di calore aria-acqua, riscaldamento radiante a pavimento, parete e soffitto, ventilazione meccanica controllata. Una casa che non ha bisogno di allacciamento al gas: tutto è elettrico, tutto è alimentato dal sole.
Il processo. Qui è successo qualcosa di importante. Abbiamo modellato l’intero edificio in 3D: struttura in acciaio, pareti in legno, serramenti, rivestimento esterno. Da quel modello abbiamo esportato i file per i diversi centri di taglio e produzione. Il risultato? Acciaio, legno, finestre e pannelli di rivestimento ordinati lo stesso giorno. In edilizia tradizionale sembra fantascienza. Per noi è diventato lo standard.
Il progetto è stato approvato senza difficoltà dalla Soprintendenza. A volte il contemporaneo, quando è fatto bene, parla da solo.
Guardando le foto dal contesto, l’edificio emerge tra i tetti tradizionali del quartiere. Non si nasconde, non si mimetizza. Dialoga. I grigi dei pannelli richiamano la roccia delle montagne; le linee orizzontali seguono l’andamento del pendio; le vetrate catturano il paesaggio senza imporsi.
Una casa che dimostra come l’architettura contemporanea possa trovare il suo posto anche dove sembra impossibile.