
Da una casa anni ’60 a una villetta in legno: la scelta coraggiosa di demolire e ricostruire in soli nove mesi.
Li abbiamo incontrati in fiera. Loretta e Mirko giravano tra gli stand con una cartellina piena di depliant. Avevano le idee chiare su cosa volevano, una casa in legno, ma non sapevano da dove cominciare.
“Cosa fate voi?” ci hanno chiesto. “Vi aiutiamo a scegliere tra quei depliant il costruttore giusto per la vostra casa” abbiamo risposto. Non vendiamo case, accompagniamo persone.
Il loro punto di partenza era una casa degli anni ’60 a Chies d’Alpago: struttura datata, impianti obsoleti, comfort abitativo minimo. La domanda era semplice ma cruciale: ristrutturare l’esistente o demolire e ricostruire da zero?

Prima di tutto, i numeri. Abbiamo preparato due stime dettagliate per confrontare le opzioni: circa €30.000 di differenza tra l’intervento di ristrutturazione e la demolizione e ricostruzione.
Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Demolire e ricostruire significava: struttura antisismica moderna, isolamento termico ottimale, impianti di ultima generazione, zero compromessi. La ristrutturazione avrebbe sempre portato con sé i limiti dell’esistente.
Loretta e Mirko hanno scelto il coraggio: demolire e ricostruire.
Li abbiamo accompagnati a visitare diversi cantieri di case in legno. Volevano capire con i loro occhi le differenze tra i sistemi costruttivi. Alla fine hanno scelto la metodologia platform frame: struttura a telaio in legno, flessibile, efficiente, veloce da montare.
Per questo progetto abbiamo fatto un passo importante: ci siamo dotati del software per produrre direttamente il file per il centro di taglio. Questo significa che ogni trave, ogni montante, ogni elemento strutturale viene tagliato con precisione millimetrica secondo il nostro progetto. Nessun margine di errore in cantiere, nessuna interpretazione da parte dei centri di taglio. Questa è stata la prima casa che abbiamo “stampato in scala 1:1”.
I tempi? Ci siamo conosciuti a febbraio. A novembre la casa era finita.
Nove mesi dalla stretta di mano alle chiavi in mano.
A fine lavori abbiamo eseguito il Blower Door Test, la prova che misura la tenuta all’aria dell’edificio. Il risultato: n50 = 0,5 — un valore eccellente, ben sotto il limite richiesto per le certificazioni CasaClima (< 1,0). La casa respira dove deve respirare, e non perde un filo di calore dove non deve.